Credito d’imposta sulle commissioni POS nel 2026: chi ne ha diritto e come utilizzarlo correttamente
- Giugno 24, 2026
- Autore : info@lftcommercialista.com
- Finanza, Lavoro, Scadenze
L’utilizzo dei pagamenti elettronici continua a crescere in tutti i settori economici e, per sostenere imprese e professionisti nei costi legati alle transazioni digitali, anche nel 2026 rimane operativo il credito d’imposta sulle commissioni POS.
Si tratta di un’agevolazione fiscale che consente di recuperare una parte delle commissioni addebitate dagli istituti di pagamento per le operazioni effettuate tramite carte di credito, debito, prepagate e altri strumenti elettronici tracciabili. Una misura che favorisce la digitalizzazione dei pagamenti e riduce il peso economico delle commissioni sostenute dagli operatori economici.

In sintesi: i punti chiave
- Credito d’imposta pari al 30% delle commissioni POS sostenute.
- Destinato a imprese, professionisti, artigiani e commercianti.
- Ammesso per soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nell’anno precedente.
- Valido esclusivamente per pagamenti effettuati da consumatori finali (B2C).
- Utilizzabile in compensazione tramite modello F24.
- Non concorre alla formazione del reddito imponibile né ai fini IRPEF, IRES e IRAP.
Cos’è il credito d’imposta sulle commissioni POS
L’agevolazione nasce dall’articolo 22 del Decreto Legge n. 124/2019 con l’obiettivo di incentivare l’utilizzo dei pagamenti elettronici e contrastare l’evasione fiscale attraverso una maggiore tracciabilità delle transazioni.
Anche nel 2026 il beneficio continua a consentire agli esercenti di recuperare il 30% delle commissioni applicate dagli operatori finanziari sulle transazioni effettuate mediante strumenti di pagamento elettronici.
Chi può beneficiare del bonus POS nel 2026
Possono accedere al credito d’imposta:
- Imprese individuali e società;
- Lavoratori autonomi e professionisti;
- Artigiani e commercianti;
- Attività economiche che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro.
Per il 2026 il requisito deve essere verificato con riferimento ai ricavi o compensi conseguiti nel 2025.
Quali operazioni danno diritto al credito
L’agevolazione riguarda esclusivamente le commissioni sostenute per pagamenti effettuati da consumatori finali.
Sono quindi ammesse le transazioni effettuate tramite:
- Carte di credito;
- Carte di debito;
- Carte prepagate;
- Wallet digitali e altri strumenti di pagamento elettronico tracciabili.
Restano invece escluse le operazioni effettuate tra soggetti titolari di Partita IVA (rapporti B2B).
Come si calcola il credito d’imposta
Il credito è pari al 30% delle commissioni effettivamente addebitate dall’intermediario finanziario.
Esempio pratico
Supponiamo che un’attività commerciale sostenga nel mese di marzo 2026 commissioni POS pari a:
€ 200,00
Il credito d’imposta spettante sarà:
€ 200 × 30% = € 60,00
L’importo potrà essere utilizzato per compensare imposte, contributi e altri tributi mediante modello F24.
Come utilizzare il credito nel 2026
Il credito maturato può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24 a partire dal mese successivo a quello in cui le commissioni sono state addebitate.
Per la compensazione deve essere utilizzato il:
Codice tributo 6916
istituito dall’Agenzia delle Entrate per il “Credito d’imposta commissioni pagamenti elettronici”.
Nel modello F24 occorre indicare:
- Mese di riferimento delle commissioni;
- Anno di riferimento;
- Importo del credito utilizzato in compensazione.
Quali documenti conservare
Per usufruire correttamente del beneficio è fondamentale conservare:
- Estratti conto e rendicontazioni POS;
- Comunicazioni mensili dell’istituto di pagamento;
- Documentazione relativa alle commissioni addebitate;
- Modelli F24 utilizzati per la compensazione.
La corretta conservazione della documentazione è essenziale in caso di controlli da parte dell’Amministrazione Finanziaria.
Perché conviene monitorare il bonus POS
Molte imprese e professionisti utilizzano quotidianamente strumenti di pagamento elettronici senza verificare l’effettiva spettanza del credito d’imposta.
Nel corso dell’anno il beneficio può tradursi in un recupero fiscale significativo, soprattutto per attività caratterizzate da un elevato numero di transazioni digitali.
In un contesto economico sempre più orientato verso la digitalizzazione e la tracciabilità dei pagamenti, il credito d’imposta sulle commissioni POS rappresenta uno strumento concreto per ridurre i costi operativi e migliorare la gestione finanziaria dell’impresa.
Hai dubbi sul credito d’imposta POS o sulla corretta gestione fiscale della tua attività?
I professionisti di LF&T Commercialista sono a disposizione per verificare la spettanza delle agevolazioni fiscali, assisterti nella gestione degli adempimenti e individuare tutte le opportunità di risparmio previste dalla normativa vigente.
Richiedi una consulenza personalizzata e contatta il nostro studio.
👉 Visita la pagina Contatti su lftcommercialista.com e prenota un appuntamento con uno dei nostri consulenti.